La “Guerra del grano” (ma non solo) Pugliese

Anche quest’anno in piena mietitura del grano si sono presentate le solite navi-cisterna cariche di grano Canadese nei porti Pugliesi.

In dettaglio, la nave “CMB Partner” ,salpata un mese fa da Vancouver , è arrivata alcuni giorni fa al porto di Bari con un carico di 60.000 Ton di grano “al glifosate”(*) ultra concentrato di glutine (contiene oltre il 40% di  proteine) misto alla “polvere bianca”(insetticida) che lo protegge dagli attacchi di roditori, acari e altri insetti durante il lungo e caldo viaggio oceanico. Non si può dire che sia anche OGM perchè nessuno richiede questo tipo di analisi.

La puntualità di questo appuntamento, che fa coincidere la raccolta di grano, mandorle , olive ecc….  con navi cariche dei relativi prodotti è la chiave per capire le ragioni del perchè il mercato in regime di libero scambio sia così tanto ambito dai globalizzatori neo-liberali .

In fase di raccolta dei vari prodotti agricoli ,in questo caso durante la mietitura del grano, in base alle quantità e qualità dei semi si stabilisce il Prezzo al quintale, per poi essere venduto agli avvoltoi terzisti che lo rivendono a loro volta ai mulini, pastifici, panifici eccetera.

In questo momento delicato si decide la sorte delle piccole e medie imprese agricole nostrane in quanto se il guadagno finale non fa recuperare le spese, il produttore locale fallisce.

Ed è in questo momento che il suddetto avvoltoio, che fa da tramite tra produttore ed il manipolatore  , si avvicina al produttore e lo ricatta col grano estero giacente nei porti locali :”se non abbassi il prezzo compro quello estero”.

E’ questa la ragione per cui ,grazie anche alla deregolamentazione dell’etichettatura desiderata dalle multinazionali e realizzata dalle istituzioni europee, tante imprese agricole ,ogni anno , chiudono e i terreni abbandonati.

Quelle che sopravvivono si adattano al mercato adottando, semi sempre più carichi di glutine (perchè richiesto dai pastifici e panificatori)  e tecniche desertificanti come l’ uso di glifosate.

Grazie all’approvazione del CETA (accordo che deregolamenta ulteriormente il commercio tra Canada e UE ) da parte dell’europa e consiglio dei ministri italioti ,ma che deve ancora passare dal parlamento, arriveranno ufficialmente anche i semi OGM.

Nel frattempo le associazioni e confederazioni agricole pugliesi hanno ben pensato di aspettare l’arrivo della nave contenente grano canadese fuori dal porto per seguire i vari TIR-silos carichi di grano che uscendo dal porto si dirigono a destinazione (pastifici,mulini vari) per poi sputtanarli, visto che l’europa non protegge il consumatore tramite l’etichittatura lo faranno loro comunicando i pastifici italiani che utilizzano grano “estero”.

Il prossimo appuntamento con le navi ammazza-agricoltura sarà per agosto, con un carico di mandorle Californiane. Poi a fine Novembre con le olive Tunisine che magicamente si trasformeranno in Olio 100% Italiano.

 

(*) Il ben noto erbicida “Glifosate” della monsanto è utilizzato dagli agricoltori Canadesi (ma anche Italiani) prima della semina per evitare la fuoriuscita di erbacce, viene assorbito dal grano (riscontrabile solo da analisi appropriate). Da quando la Monsanto nel 2016 è diventata tedesca ,ciò che la IARC aveva classificato  “probabile cancerogeno”  lECHA ( l’agenzia europea per le sostanze chimiche) lo ha dichiarato un “toccasana” per la salute umana.

 

 

 

 

SULLE TAVOLE ITALIANE SI MANGIA OLIO TUNISINO

Cari amici, se non ci difendiamo noi, gli oligarchi europei e le lobby italiote di sicuro non lo faranno.

Dopo l’aggressione al mondo agricolo italiano da parte della commissione europea attraverso l’ingresso di enormi quantità di olio tunisino nel 2015 2016 e 2017 a dazio “0” (Boom dell’olio tunisino su tavole italiane: “+520% le importazioni”) ecco l’avvicinarsi del trattato TTIP che permetterà l’invasione dei prodotti agricoli americani in europa provocando l’eliminazione delle piccole aziende e piccoli produttori agricoli a tutto vantaggio delle multinazionali . Se noi consumatori permetteremo ai nostri governanti tutto ciò, ci riitroveremo nella impossibilità di scegliere di poter comprare cibo coltivato naturalmente anzicchè quello coltivato e conservato industrialmente a base di concimi chimici, insetticidi e altro ancora.

Solo attraverso un attento uso dei nostri soldi potremmo fermare questo processo involutivo.

Quando andiamo a fare la spesa, informiamoci bene sui produttori sui metodi di coltivazione,eliminando quanto più possibile gli intemediari.