REFERENDUM 2016 : IO VOTO NO !

Perchè?

Perchè se questo referendum si fosse svolto 1 o 2 anni fa ed avesse vinto il SI, con la successiva modifica del Titolo 5 della costituzione , davanti alla bellissima costa di Monopoli, Ostuni ,o Gallipoli , o Taranto, avrebbero già costruito entro e oltre le 12 miglia, le trivelle, di proprietà estera, per estrarre il petrolio destinato sempre all’estero. In cambio di una tassa per l’utilizzo del suolo pubblico (ridicolmente bassa) ,noi avremmo potuto nuotare quest’anno tra le piattaforme ed i liquami da esse furiusciti per gli scavi e l’estrazione. Senza contare le fuoriuscite di petrolio come quella di quest’anno in Egitto !

Questa è solo una delle ragioni per votare NO! e sicuramente non è la più importante!

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Con la vittoria del si , si costituzionalizzerebbe l’asservimento militare (Eurogendfor al posto delle nostre forze dell’ordine), politico finanziario (c’è già ma è anticostituzionale,appunto) alla commissione europea ,che come ben saprete (?) è costituita da membri (notare il doppio senso) NON ELETTI e  godono di IMPUNITA’ TOTALE e a cui è delegato il potere di emanare leggi!

Un altra ragione, quella chiave, è che faciliterà (sottraendola una volta per tutte alla volontà dei cittadini) definitivamente il cambiamento dei futuri cambi di Costituzione. Quei cambiamenti a cui Merryl Linch e gli altri attori finanziari mondiali si riferivano nel 2005 quando minacciavano di non investire in italia se non avessero fatto queste modifiche: 1-rendere inefficaci i referendum. 2-eliminare il Demanio del stato. 3-vendere una volta per tutte la Golden Share dello Stato sull’industria italiana. 4-accentrare i poteri delegati ai comuni e regioni (Titolo5 della C.) al governo centrale. 5-concentrare i poteri al primo ministro.

Se avete figli vi consiglio di darvi da fare perchè vinca il NO!

RACCOLTA OLIVE 2016

Siamo a Novembre di un annata particolarmente sfortunata.

Quest’anno c’è stata una rara combinazione di : punture della mosca, anticipo della maturazione , poche olive.

In realtà probabilmente la scarsità delle olive causa una maggiore presenza di olive punte dalla mosca. Nonostante il posizionamento di circa un centinaio di trappole con la sarda (tutte le bottiglie appese traboccavano di mosche morte) le poche olive presenti hanno catturato l’attenzione delle mosche sopravvissute.

Questo fenomeno non rappresenta un gran problema per me in quanto raccogliendo le olive in ottobre ,prima che la maturazione sia completata (quando le olive sono ancora verdi) , l’effetto ed il danno della puntura non influenza granchè la qualità finale ma la resa è decisamente bassa, come descritto negli articoli passati.

Quest’anno, dicevo, la maturazione anticipata di un mese ha di fatto rovinato le rare olive presenti. Poco male comunque perchè non avevo neanche un oliva.

Fortunatamente da 2 anni a questa parte ho preso in gestione un terreno con ulivi a 20km circa da Ceglie, seguendo infatti i consigli degli vecchi residenti, i quali usavano comprare terreni diversi a km di distanza perchè se in una zona si potevano creare condizioni di cattiva impollinazione dei frutti a 20 km di distanza le cose potevano andare diversamente ,infatti  sono riuscito a recuperare una quantità minima per me

.L’acidità ricavata al frantoio era 0,7 ,decisamente la più alta da quando faccio l’olio, ma il profumo di oliva schiacciata il gusto leggermente pizzicante e soprattutto la sicurezza che non c’è un grammo di insetticida o erbicida dentro lo rende sempre un olio sempre più unico.

 

ACQUE GRIGIE, PERCHE’ INFOGNARLE?

Dedico questo post al girasole…

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….cresciuto in questo clima arido ingozzandosi comunque di acqua.. grigia.

Durante i lavori di ristrutturazione fatti (da me) prima di entrare in questa casa ho pensato bene di deviare le acque provenienti da lavandini, bidet, doccia dalla destinazione originaria (fossa nera) al terreno retrostante.

Purtroppo per una questione di livelli e rocce sottostanti al terreno non ho potuto fino ad ora realizzare una vaschetta di raccolta con relativo sistema di fitodepurazione per il successivo riutilizzo in orto.

Il problema del recupero diretto delle a.g. deriverebbe dall’uso di solventi e saponi e relativi principi attivi che non sono altro che elementi chimici sintetici che avvenelebbero le piante.

Partendo da ciò ho pensato di produrre da me saponi e detersivi utilizzando elementi naturali, tipo limoni, sale, aceto ,olio di oliva, cenere ,soda … tutti elementi che combinandosi tra loro producono solventi compatibili con la vita delle piante.

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Sono passato così dal grigio delle acque al giallo del girasole

 

 

FICHI E MANDORLE , I REGALI DI AGOSTO 2016

Le giornate si accorciano ogni giorno di più ma il sole è ancora forte abbastanza per essiccare (ma anche  cucinare ) di tutto.

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Da metà Agosto è cominciata la raccolta delle mandorle dei non ricordo più quanti alberi (una 60ina ca) , e approfittando anche di qualche rara giornata nuvolosa ho raccolto ca un quintale di mandorle Cegliesi di diverse varietà ( la “Cristo Muertu” è quella che ricordo meglio in quanto essendo appuntita come uno spillo quando cade sul naso o in testa la nomini d’istinto) . I miei vicini di casa dicono che sino ad un decennio fa ne tiravano giù anche una 10ina di quintali.

La conduzione dei miei mandorli è sempre la stessa da 5 anni a questa parte, sfalcio (2 gg e 10 € di benzina) , semina di trifoglio e potature del secco (5 min/albero ).

Quella dei miei vicini è costituita da arature (200€ di benzina a parità di estenzione e 1,5gg di lavoro con motozappa oppure 200€ di trattore) , e potature drastiche ogni 4 o 5 anni (con evidenti costi di benzina e manodopera ) .

Risultato : uguale produzione per entrambi i mandorleti .

Durante la potatura del secco ,fatta a febbraio, guardavo e pensavo…

Dopo il freddo invernale l’arrivo di giornate soleggiate di fine febbraio mandano in fioritura per primi i mandorli. Le temperature di giorno raggiungono i 10-13°C (la notte 0-3°) . Il mandorlo si sa ,è allogamo, per l’impollinazione del fiore c’è bisogno degli insetti ,oppure come fanno in Cina di squadre di Cinesi che con dei bastoncini incotonati “toccano” tutti i fiori. Qui di Cinesi non ne ho visto… e  di insetti impollinatori ce n’erano ben pochi, Bombi per di più, e si concentravano soprattutto presso gli alberi più riparati di vicino casa o da altri alberi di ulivi noci ecc. , gli stessi alberi che da più anni, ogni anno , sono carichi di mandorle.

La causa primaria della diminuzione di produzione di mandorle (ma non solo)  è quasi certamente la scarsità di insetti impollinatori , dovuta alla diffusa pratica agricola sponsorizzata da stato,  ,caa , coldiretti ,cia e altre mafiette agricole italiote che prevede uso di insetticidi su alberi da frutto. Una pratica barbara  i cui effetti ricadono sul mio campo anche se ,per fortuna, i miei vicini non la eseguono in quanto non essendo imprenditori agricoli non possono “scaricarsi” il costo dei veleni e del “pompaggio” .

Sto valutando se prendere api o cinesi impollinatori….

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PANNELLI SOLARI PER L’ACQUA CALDA

Continuando la serie di post  “non solo agricoltura” , ecco un altro modo di riciclare , in questo caso trattasi di energia.
Ho costruito 2 tipi di pannelli per il riscaldamento dell’acqua calda, uno in versione Eternum e l’altro in versione Low Cost.
L’Eternum è fatto in tubi di rame su collettore ferro zincato su finestra , il Low Cost invece l’ho fatto utilizzando tubi per irrigazione PN6 legno e tela di plastica per serre ,fatto appunto per rispariare.
A parità di superficie di ingombro, il lowcost ha 5 volte più superficie di scambio termico.

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RESIDUI DI POTATURA, COSA FARCI?

Sono passati 2 anni da quando ho adottato la forma di potatura policonica. Questa forma dovrebbe provocare un minor getto di polloni e succhioni in quanto rispecchia la forma naturale basitona , apicale dell’ulivo.

Quest’anno ho applicato questa potatura ad altri 70 alberi ,ed essndo una riforma avevo un bel po di ramaglie da smaltire…

queste qui sotto sono una minima parte di ciò che è rimasto…

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La domanda che ci si pone è quindi: cosa fare dei rami di potatura?

Normalmente i contadini locali separano i rami più grossi per bruciarli in camino, e del resto ne fanno balle di rami utilizzati per accendere i forni per il pane oppure li bruciano direttamente in loco.

Il problema principale è che se questi rami vengono “pompati” con insetticidi ed erbicidi al momento della combustione il fluoro e cloro presente  formano “diossine”. Senza considerare il contributo ai cambiamenti climatici (che non è il “riscaldamento globale”, che non c’è) , perciò la regola che adotto è bruciare il meno possibile.

Una soluzione per smaltimento delle ramaglie me l’ha data l’amico Luciano Furcas attraverso la costruzione dei “biorolli”, che sono dei grandi salsicciotti tenuti stretti da fili di metallo o canapa che offrono rifugio per insetti antagonisti ed animali che comunque contribuiscono a ravvivare il terreno.

Nel mio caso ho utilizzato i biorolli facendo delle mezzelune alla base degli ulivi in pendenza in modo da rallentare e far penetrare nel terreno il flusso di acqua che si forma durante gli acquazzoni.

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