FICHI E MANDORLE , I REGALI DI AGOSTO 2016

Le giornate si accorciano ogni giorno di più ma il sole è ancora forte abbastanza per essiccare (ma anche  cucinare ) di tutto.

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Da metà Agosto è cominciata la raccolta delle mandorle dei non ricordo più quanti alberi (una 60ina ca) , e approfittando anche di qualche rara giornata nuvolosa ho raccolto ca un quintale di mandorle Cegliesi di diverse varietà ( la “Cristo Muertu” è quella che ricordo meglio in quanto essendo appuntita come uno spillo quando cade sul naso o in testa la nomini d’istinto) . I miei vicini di casa dicono che sino ad un decennio fa ne tiravano giù anche una 10ina di quintali.

La conduzione dei miei mandorli è sempre la stessa da 5 anni a questa parte, sfalcio (2 gg e 10 € di benzina) , semina di trifoglio e potature del secco (5 min/albero ).

Quella dei miei vicini è costituita da arature (200€ di benzina a parità di estenzione e 1,5gg di lavoro con motozappa oppure 200€ di trattore) , e potature drastiche ogni 4 o 5 anni (con evidenti costi di benzina e manodopera ) .

Risultato : uguale produzione per entrambi i mandorleti .

Durante la potatura del secco ,fatta a febbraio, guardavo e pensavo…

Dopo il freddo invernale l’arrivo di giornate soleggiate di fine febbraio mandano in fioritura per primi i mandorli. Le temperature di giorno raggiungono i 10-13°C (la notte 0-3°) . Il mandorlo si sa ,è allogamo, per l’impollinazione del fiore c’è bisogno degli insetti ,oppure come fanno in Cina di squadre di Cinesi che con dei bastoncini incotonati “toccano” tutti i fiori. Qui di Cinesi non ne ho visto… e  di insetti impollinatori ce n’erano ben pochi, Bombi per di più, e si concentravano soprattutto presso gli alberi più riparati di vicino casa o da altri alberi di ulivi noci ecc. , gli stessi alberi che da più anni, ogni anno , sono carichi di mandorle.

La causa primaria della diminuzione di produzione di mandorle (ma non solo)  è quasi certamente la scarsità di insetti impollinatori , dovuta alla diffusa pratica agricola sponsorizzata da stato,  ,caa , coldiretti ,cia e altre mafiette agricole italiote che prevede uso di insetticidi su alberi da frutto. Una pratica barbara  i cui effetti ricadono sul mio campo anche se ,per fortuna, i miei vicini non la eseguono in quanto non essendo imprenditori agricoli non possono “scaricarsi” il costo dei veleni e del “pompaggio” .

Sto valutando se prendere api o cinesi impollinatori….

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PANNELLI SOLARI PER L’ACQUA CALDA

Continuando la serie di post  “non solo agricoltura” , ecco un altro modo di riciclare , in questo caso trattasi di energia.
Ho costruito 2 tipi di pannelli per il riscaldamento dell’acqua calda, uno in versione Eternum e l’altro in versione Low Cost.
L’Eternum è fatto in tubi di rame su collettore ferro zincato su finestra , il Low Cost invece l’ho fatto utilizzando tubi per irrigazione PN6 legno e tela di plastica per serre ,fatto appunto per rispariare.
A parità di superficie di ingombro, il lowcost ha 5 volte più superficie di scambio termico.

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RESIDUI DI POTATURA, COSA FARCI?

Sono passati 2 anni da quando ho adottato la forma di potatura policonica. Questa forma dovrebbe provocare un minor getto di polloni e succhioni in quanto rispecchia la forma naturale basitona , apicale dell’ulivo.

Quest’anno ho applicato questa potatura ad altri 70 alberi ,ed essndo una riforma avevo un bel po di ramaglie da smaltire…

queste qui sotto sono una minima parte di ciò che è rimasto…

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La domanda che ci si pone è quindi: cosa fare dei rami di potatura?

Normalmente i contadini locali separano i rami più grossi per bruciarli in camino, e del resto ne fanno balle di rami utilizzati per accendere i forni per il pane oppure li bruciano direttamente in loco.

Il problema principale è che se questi rami vengono “pompati” con insetticidi ed erbicidi al momento della combustione il fluoro e cloro presente  formano “diossine”. Senza considerare il contributo ai cambiamenti climatici (che non è il “riscaldamento globale”, che non c’è) , perciò la regola che adotto è bruciare il meno possibile.

Una soluzione per smaltimento delle ramaglie me l’ha data l’amico Luciano Furcas attraverso la costruzione dei “biorolli”, che sono dei grandi salsicciotti tenuti stretti da fili di metallo o canapa che offrono rifugio per insetti antagonisti ed animali che comunque contribuiscono a ravvivare il terreno.

Nel mio caso ho utilizzato i biorolli facendo delle mezzelune alla base degli ulivi in pendenza in modo da rallentare e far penetrare nel terreno il flusso di acqua che si forma durante gli acquazzoni.

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MANIFESTAZIONE STOP-TTIP A ROMA

Mentre i commissari europei (che nessun europeo ha eletto)  si apprestano a ratificare l’ennesimo accordo tenuto scrupolosamente al segreto al popolo che di fatti cambierà le regole commerciali giuridiche e sulla sicurezza alimentare con gli usa , decine di migliaia di persone sono scese in piazza nonostante la manifestazione sia stata censurata dai media sempre di più al soldo dei governi.

Se avete dei figli vi consiglio di muovervi perchè questo accordo usa-ue non passi.

Le implicazioni sulla salute nostra e dei vostri figli causata da una (de)regolamentazione creata dalle multinazionali alimentari permetterà l’ingresso in europa di alimenti fino ad oggi dichiarati “non sicuri ” per l’alimentazione umana (ad esempio il pollo al cloro, mais e soia OGM, ecc…)

In più il TTIP costituirà un tribunale per regolare le controversie Stati-Multinazionali ogni qualvolta se ne presentasse un occasione in un luogo neutro (un albergo in un paese neutro) costituito da giudici “esterni”. Se un paese europeo dovesse vietare l’ingresso ad un alimento considerato non-sicuro (ad esempio gli OGM) , questo stesso paese dovrà pagare una penalità alla multinazionale pari all’eqivalente della somma persa a causa della mancata perdita.

SULLE TAVOLE ITALIANE SI MANGIA OLIO TUNISINO

Cari amici, se non ci difendiamo noi, gli oligarchi europei e le lobby italiote di sicuro non lo faranno.

Dopo l’aggressione al mondo agricolo italiano da parte della commissione europea attraverso l’ingresso di enormi quantità di olio tunisino nel 2015 2016 e 2017 a dazio “0” (Boom dell’olio tunisino su tavole italiane: “+520% le importazioni”) ecco l’avvicinarsi del trattato TTIP che permetterà l’invasione dei prodotti agricoli americani in europa provocando l’eliminazione delle piccole aziende e piccoli produttori agricoli a tutto vantaggio delle multinazionali . Se noi consumatori permetteremo ai nostri governanti tutto ciò, ci riitroveremo nella impossibilità di scegliere di poter comprare cibo coltivato naturalmente anzicchè quello coltivato e conservato industrialmente a base di concimi chimici, insetticidi e altro ancora.

Solo attraverso un attento uso dei nostri soldi potremmo fermare questo processo involutivo.

Quando andiamo a fare la spesa, informiamoci bene sui produttori sui metodi di coltivazione,eliminando quanto più possibile gli intemediari.