COSTO AMBIENTALE DELL’ALIMENTAZIONE ONNIVORA

In questo post elenco qualche dato ,confermato dalle istituzioni internazionali ,riguardo al costo ambientale dell’alimentazione onnivora comparata a quella vegana (senza carne e derivati animali come latticini,uova ecc..).

-Costo in termini di occupazione del terreno necessario per nutrire una persona a dieta ONNIVORA = 37152m2 di terreno ; dieta VEGANA = 688m2      (non esiste sufficiente terreno sul pianeta per alimentare la sua popolazione con dieta onnivora, al contrario della dieta vegana)

-Costo in termini di desertificazione del terreno  (dove non è più possibile la riutilizzazione agricola del terreno ) :dieta ONNIVORA  = 246.000 km2

-Costo per deforestazione per la creazione di nuovi pascoli: dieta ONNIVORA = 1 ettaro al secondo    (tra 10 anni,di questo passo avranno tagliato l’intera Amazzonia)

-Costo di acqua potabile per produrre 100 grammi di carne = 2500 litri d’acqua

-Costo di acqua potabile per produrre 100 grammi di ceci = 0  (basta quella piovana)

-Costo in materia di gas serra della dieta ONNIVORA = 55% del totale prodotto da tutte le attività umane messe insieme (dati della Banca Mondiale)

In altri termini tra non più di una decina di anni o passeremo tutti al Veganesimo oppure la popolazione mondiale dovrà velocemente ridimensionarsi.

 

Il  videodocumentario da cui i dati succitati sono estratti è Cowspiracy di K.Andersen , ne consiglio la visione.

Il documentario dimostra inoltre la  collusione che c’è tra le organizzazioni ambientaliste mondiali (tipo Greenpeace )  e le multinazionali della carne in quanto nascondono totalmente l’esistenza del problema.

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I LUPINI , COSA SONO E PERCHE’ MANGIARLI

I lupini bianchi vengono seminati in Puglia da sempre. E’ una di quelle piante che oltre ad essere resistente ad attacchi parassitari,alla siccita’, ad essere produttiva , facilmente seminabile , arricchisce,come ogni leguminosa, il terreno con una gran quantita’ di materiale organico (decomponibile pero’ in 3 o 4 anni) azoto organico e come se non bastasse grazie alle sue profonde radici arieggia il terreno.
Dal punto di vista alimentare il Lupino ,una volta eliminato l’amaro degli alcaloidi, ha proprieta’ nutrizionali e benefiche inaspettate:
– 114 kcal per 100 grammi di prodotto
– 16,5% di proteine, il
– 7% di carboidrati
– 6,5% diviso tra fibre e grassi.
I lupini fungono inoltre da miniera di sali minerali, in particolare ferro e potassio, oltre a presentare una modesta quantità di vitamina B1.
Chiaramente non contengono Glutine, percio’ e’ indicato per i celiaci.
Non macano gli usi fitoterapici: decotti di lupini sono usati da sempre come febbrifugo, inoltre 5 lupini lasciati in acqua per alcune ore per poi essere bevuta ha l effetto di abbassare il colesterolo totale. Altre proprieta’ come essere un ipoglicemizzante) o usato come sostituto dell’insulina nel diabete mellito, o ancora per la prevenzione di patologie cardiovascolari e diabete sono in attesa di essere sperimentate in sede scientifica.

Detto questo procediamo alla preparazione alimentare del Lupino:

si parte quindi dal Lupino secco

lup-secco

– lo si mette in acqua per una giornata
– lo si sbollenta per 10 o 20 minuti
– si cola e lo si ripiazza in acqua e sale ,cambiandola 1 o 2 volte al giorno per 7 giorni.
– lo si assaggia , e se si sente ancora amaro si continua il bagnetto sino a quando non va via completamente.
– La quantita’ di sale dipende dai vostri gusti, non c’e’ una regola fissa

Avrete quindi una salamoia come questa

lup-salamoia
Successivamente io imbusto i lupini nella loro salamoia in questo modo , si tenga conto che la salamoia della busta sara’ molto salata per una questione di conservazione

lup-insaccato

…..percio’ prima di consumarli si deve sciacquare i lupini con acqua dolce per una giornata circa o sino a quando non si addolciscono.
Per la conservazione si dovra’ continuare la sostituzione di acqua con sale (quanto basta) una volta ogni 2 o 3 giorni , mettendolo in frigo.

Saporidinicchia offre inoltre la possibilita’ di consumare i lupini sottoforma di farina.
A causa della lavorazione dovuta alla sbucciatura ( si deve togliere la buccia uno alla volta) , successiva essiccazione e relativo perdita di peso (si perde quasi il 50% rispetto al seme intero) il prezzo di questa farina e’ particolarmente alto.

REFERENDUM 2016 : IO VOTO NO !

Perchè?

Perchè se questo referendum si fosse svolto 1 o 2 anni fa ed avesse vinto il SI, con la successiva modifica del Titolo 5 della costituzione , davanti alla bellissima costa di Monopoli, Ostuni ,o Gallipoli , o Taranto, avrebbero già costruito entro e oltre le 12 miglia, le trivelle, di proprietà estera, per estrarre il petrolio destinato sempre all’estero. In cambio di una tassa per l’utilizzo del suolo pubblico (ridicolmente bassa) ,noi avremmo potuto nuotare quest’anno tra le piattaforme ed i liquami da esse furiusciti per gli scavi e l’estrazione. Senza contare le fuoriuscite di petrolio come quella di quest’anno in Egitto !

Questa è solo una delle ragioni per votare NO! e sicuramente non è la più importante!

referendum2

Con la vittoria del si , si costituzionalizzerebbe l’asservimento militare (Eurogendfor al posto delle nostre forze dell’ordine), politico finanziario (c’è già ma è anticostituzionale,appunto) alla commissione europea ,che come ben saprete (?) è costituita da membri (notare il doppio senso) NON ELETTI e  godono di IMPUNITA’ TOTALE e a cui è delegato il potere di emanare leggi!

Un altra ragione, quella chiave, è che faciliterà (sottraendola una volta per tutte alla volontà dei cittadini) definitivamente il cambiamento dei futuri cambi di Costituzione. Quei cambiamenti a cui Merryl Linch e gli altri attori finanziari mondiali si riferivano nel 2005 quando minacciavano di non investire in italia se non avessero fatto queste modifiche: 1-rendere inefficaci i referendum. 2-eliminare il Demanio del stato. 3-vendere una volta per tutte la Golden Share dello Stato sull’industria italiana. 4-accentrare i poteri delegati ai comuni e regioni (Titolo5 della C.) al governo centrale. 5-concentrare i poteri al primo ministro.

Se avete figli vi consiglio di darvi da fare perchè vinca il NO!

RACCOLTA OLIVE 2016

Siamo a Novembre di un annata particolarmente sfortunata.

Quest’anno c’è stata una rara combinazione di : punture della mosca, anticipo della maturazione , poche olive.

In realtà probabilmente la scarsità delle olive causa una maggiore presenza di olive punte dalla mosca. Nonostante il posizionamento di circa un centinaio di trappole con la sarda (tutte le bottiglie appese traboccavano di mosche morte) le poche olive presenti hanno catturato l’attenzione delle mosche sopravvissute.

Questo fenomeno non rappresenta un gran problema per me in quanto raccogliendo le olive in ottobre ,prima che la maturazione sia completata (quando le olive sono ancora verdi) , l’effetto ed il danno della puntura non influenza granchè la qualità finale ma la resa è decisamente bassa, come descritto negli articoli passati.

Quest’anno, dicevo, la maturazione anticipata di un mese ha di fatto rovinato le rare olive presenti. Poco male comunque perchè non avevo neanche un oliva.

Fortunatamente da 2 anni a questa parte ho preso in gestione un terreno con ulivi a 20km circa da Ceglie, seguendo infatti i consigli degli vecchi residenti, i quali usavano comprare terreni diversi a km di distanza perchè se in una zona si potevano creare condizioni di cattiva impollinazione dei frutti a 20 km di distanza le cose potevano andare diversamente ,infatti  sono riuscito a recuperare una quantità minima per me

.L’acidità ricavata al frantoio era 0,7 ,decisamente la più alta da quando faccio l’olio, ma il profumo di oliva schiacciata il gusto leggermente pizzicante e soprattutto la sicurezza che non c’è un grammo di insetticida o erbicida dentro lo rende sempre un olio sempre più unico.

 

ACQUE GRIGIE, PERCHE’ INFOGNARLE?

Dedico questo post al girasole…

o

….cresciuto in questo clima arido ingozzandosi comunque di acqua.. grigia.

Durante i lavori di ristrutturazione fatti (da me) prima di entrare in questa casa ho pensato bene di deviare le acque provenienti da lavandini, bidet, doccia dalla destinazione originaria (fossa nera) al terreno retrostante.

Purtroppo per una questione di livelli e rocce sottostanti al terreno non ho potuto fino ad ora realizzare una vaschetta di raccolta con relativo sistema di fitodepurazione per il successivo riutilizzo in orto.

Il problema del recupero diretto delle a.g. deriverebbe dall’uso di solventi e saponi e relativi principi attivi che non sono altro che elementi chimici sintetici che avvenelebbero le piante.

Partendo da ciò ho pensato di produrre da me saponi e detersivi utilizzando elementi naturali, tipo limoni, sale, aceto ,olio di oliva, cenere ,soda … tutti elementi che combinandosi tra loro producono solventi compatibili con la vita delle piante.

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Sono passato così dal grigio delle acque al giallo del girasole

 

 

FICHI E MANDORLE , I REGALI DI AGOSTO 2016

Le giornate si accorciano ogni giorno di più ma il sole è ancora forte abbastanza per essiccare (ma anche  cucinare ) di tutto.

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Da metà Agosto è cominciata la raccolta delle mandorle dei non ricordo più quanti alberi (una 60ina ca) , e approfittando anche di qualche rara giornata nuvolosa ho raccolto ca un quintale di mandorle Cegliesi di diverse varietà ( la “Cristo Muertu” è quella che ricordo meglio in quanto essendo appuntita come uno spillo quando cade sul naso o in testa la nomini d’istinto) . I miei vicini di casa dicono che sino ad un decennio fa ne tiravano giù anche una 10ina di quintali.

La conduzione dei miei mandorli è sempre la stessa da 5 anni a questa parte, sfalcio (2 gg e 10 € di benzina) , semina di trifoglio e potature del secco (5 min/albero ).

Quella dei miei vicini è costituita da arature (200€ di benzina a parità di estenzione e 1,5gg di lavoro con motozappa oppure 200€ di trattore) , e potature drastiche ogni 4 o 5 anni (con evidenti costi di benzina e manodopera ) .

Risultato : uguale produzione per entrambi i mandorleti .

Durante la potatura del secco ,fatta a febbraio, guardavo e pensavo…

Dopo il freddo invernale l’arrivo di giornate soleggiate di fine febbraio mandano in fioritura per primi i mandorli. Le temperature di giorno raggiungono i 10-13°C (la notte 0-3°) . Il mandorlo si sa ,è allogamo, per l’impollinazione del fiore c’è bisogno degli insetti ,oppure come fanno in Cina di squadre di Cinesi che con dei bastoncini incotonati “toccano” tutti i fiori. Qui di Cinesi non ne ho visto… e  di insetti impollinatori ce n’erano ben pochi, Bombi per di più, e si concentravano soprattutto presso gli alberi più riparati di vicino casa o da altri alberi di ulivi noci ecc. , gli stessi alberi che da più anni, ogni anno , sono carichi di mandorle.

La causa primaria della diminuzione di produzione di mandorle (ma non solo)  è quasi certamente la scarsità di insetti impollinatori , dovuta alla diffusa pratica agricola sponsorizzata da stato,  ,caa , coldiretti ,cia e altre mafiette agricole italiote che prevede uso di insetticidi su alberi da frutto. Una pratica barbara  i cui effetti ricadono sul mio campo anche se ,per fortuna, i miei vicini non la eseguono in quanto non essendo imprenditori agricoli non possono “scaricarsi” il costo dei veleni e del “pompaggio” .

Sto valutando se prendere api o cinesi impollinatori….

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