PASTA E GRANO ITALIANI CONTAMINATI DA GLIFOSATE

A seguito della denuncia riportata da un servizo di Report Rai di alcuni anni fa ,in cui si dimostrava la presenza del noto erbicida Glifosate della Bayer-Monsanto nei lavorati di grano duro italiani (paste,pane, dolc) , la Casillo Group , che rifornisce i maggiori produttori di pasta italiani (Granoro, Divella, …ecc) ha sottoscritto un accordo con associazioni di categorie agricole in cui si propone di comprare solo grano italiano anzicchè quello estero ,come ha fatto sino ad ora (provocando una competizione di prezzi tra grano estero e quello meridionale italiano, che ha quasi distrutto la nostra produzione arrivando a pagarlo ai contadini anche 12centesimi di €, introducendo durante i periodi di mietitura, decine di navi mercantili con grano proveniente dall’estero)

I produttori di grano Italiani,nel frattempo, associatisi in “Granosalus” , hanno però cominciato ad eseguire analisi chimiche delle varie paste italiane e pubblicarne i risultati. Le paste coinvolte nell’analisi stanno quì.

Il danno causato dalla sensibilizzazione del’opinione pubblica solo grazie ad internet e ai siti “complottisti” , e solo di recente in qualche testata sovvenzionata dai contribuenti, hanno portato un drastico crollo delle vendite di paste, tale per cui la Casillo Group ha firmato l’accordo in testa al’articolo  a Maggio 2018.

Con la coerenza che contraddistingue il Gruppo Casillo ,ecco che se con una mano firmava l’accordo per il grano italiano con l’altra ha fatto entrare in Italia 1000ia di Tonnellate ,sempre durante la mietitura, proveniente da Francia, Ucraina, Australia, Moldavia ecc..

Seguite l’ottimo lavoro che fa l’associazione “Granosalus” e le loro illuminanti analisi . Anche la birra è coinvolta

P.S. nota bene che Granosaus ha analizzato solo il Glifosate, ma non dicono che per trasportare l grano in mare esso viene trattato con enormi quantità di acaricidi e/o altri insetticidi.

 

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ALLA FACCIA DI MARTINA

E’ ormai noto che quell’idiota di martina , un attimo (anzi un atto) prima di lasciare la Poltrona ,ha emanato un decreto ministeriale ,superato poi da una disposizione dell’osservatorio regionale fitosanitario che ne ha ridotto gli effetti, subito battezzato “Decreto dei Veleni” ,in cui si obbligava mezza Puglia ad 1) arare tutti i terreni entro il 30 aprile, 2) irrorare fitofarmaci praticamente quasi tutto la metà della puglia compresa da Alberobello a S.Maria di Leuca.

La ragione di queste disposizioni sta nel contenimento della infezione di “Xylella fastidiosa” presunta ma non scientificamente provata,responsabile del Disseccamento Rapido dell’Olivo, malattia dovuta ad una serie di cause (funghi, rodilegno,ecc..) che colpiscono solo gli alberi indeboliti dalla STERILITA’ DEL TERRENO ,dovuta a sua volta alle pratiche agronomiche promosse dalle assaciazioni di categorie (CIA, Coldiretti, Confagri ecc..) a base di arature, erbicidi, pesticidi, e concimi sintetici. Pratiche osservate ,per fortuna, solo nel basso Salento, luogo di un latifondismo mai scomparso, dove in effetti si trovano gli alberi colpiti da CODIRO .E non altrove. E disseccano solo se abbandonati oppure se “capitozzati” in piena estate come da disposizione regionale del 2015, quando migliaia di alberi sono disseccati perchè potati drasticamente in Estate.

Chi volesse approfondire la questione può leggersi il documento che scienziati ,non corrotti, hanno consegnato,in mano, ai tecnici spediti dalla UE a Brindisi , per capirci qualcosa (dopo 5 anni!!!) legga qui

Chi volesse poi vedere con i propri occhi gli alberi affetti da Xylella (non da CODIRO) in piena area focolaio, in piena produttività , guardi  qui.

Fatta questa introduzione, dovuta, torno all’oggetto del Post : “Alla faccia di martina (l’ebete)”

Come diceva qualcuno, “Quando la legge diventa ingiusta disobbedirla è un dovere” , ed è proprio il mio caso perchè, come si vedrà dalle foto , non solo non irroro un grammo di insetticida, non solo aro assolutamente la terra , ma neanche la sfalcio.

Se la causa accertata dalle malattie è l’impoverimento del terreno ,figuriamoci se lo privo di sostanza organica .

Da notare che nel basso Salento essa è inferiore allo 0,8% ,meno che nel deserto del Sahara che è 1%.

Questo è il confronto del mio terreno con quello del vicino.

 

La pratica dell’aratura fatta al momento giusto, cioè dopo la ricrescita delle piante spontanee, non è proprio totalmente negativa in quanto così avviene l’interramento delle sostanze organiche ma d’altro canto si ammazzano parte dei microrganismi anaerobici utili alla degradazione e conversione in alimento del secco per le radici.

In questo momento si può notare le strategie che inventa la Natura per sopravvivere ed espandersi.

Qui si vede il mio trifoglio (leguminosa che arricchisce il terreno) di 8° generazione , cioè seminato per la prima ed unica volta 8 anni fa e poi ricresciuto ogni anno più alto ( da 20cm circa del primo anno oggi arriva a più di un metro e venti), che per espandersi alla fine del ciclo vitale si “alletta”, formando degli schiacciamenti come se qualcuno ci si fosse coricato sopra.

In questo modo avanza in ogni direzione della sua altezza, oltre naturalmente ai semi trasportati dal vento e dagli animali che gli mangiano e gli scagazzano in giro.

Fanculo a martina e alle associazioni di categorie io vado per la mia strada,

e per fortuna non sono il solo.

La maggior parte dei contadini locali hanno capito chiaramente che Xylella vuol dire business e non un è patogeno, pertanto  continuano le pratiche tradizionali senza seguire la disposizione dei pesticidi ,anche perchè fortunatamente l’irrorazione COSTA!!

LISCIVA, IL DETERSIVO DI UNA VOLTA…

E’ inverno inoltrato, le temperature sono sottozero e la stufa a legna produce gran quantità di cenere, ecco di seguito la descrizione di come rendere uno scarto della combustione in risorsa (oltre ad usarla come concime e corretore di aciditàin campagna)  trasformandola in detersivo sgrassante efficace per lavatrice ,stoviglie, e superfici varie (non legnose) : La Lisciva

Per la produzione della lisciva non bisogna essere esperti chimici ne’ possedere attrezzati laboratori chimici, sono sufficienti pentolone in acciaio, cenere ,acqua, imbuto, tessuto in cotone, bottiglione, e sorgente di calore. L’aerosol dei vapori non è consigliato! E neanche farsi i gargarismi con i liquidi ottenuti.

Riempito il pentolone di acqua e portata a ebollizione sulla stufa ho aggiunto un bicchiere di cenere setacciata in precedenza con retino (misura :quello che ti trovi) ogni litro.

Dopo una o due ore di cottura (non ho trovato granche di differenza a parte il fatto che evaporando di più aumento la concentrazione e quindi il PH ,ma di poco) ,l’ho fatto raffreddare per poi filtrare il tutto, ottenendo il liquido giallognolo (forse a causa della presenza di zolfo) filtrato nel bottiglione ed una pasta simil-argillosa dentro il tessuto di cotone usato da filtro.

La lisciva (PH 10 e più) la uso in lavatrice in quantità di un bicchierino (da 150 gr) per 5 kg di roba bianca  ad una temperatura di 90° il risultato è garantito .Riguardo la roba colorata vi consiglio di farvi la vostra esperienze per i dosaggi in rapporto alle temperature impostate.

Oltre la indiscussa efficacia come detersivo c’è da considerare che visto che utilizzando le acque grigie per inaffiare il terreno (non l’orto chiaramente) , evito di inquinarlo di sostanze chimiche contenute nei detersivi commerciali.

La pasta grigia la utilizzo invece come il VIM clorex di una volta. Funziona come sgrassente anche questo, ancorpiù considerando che costa gratis.

 

GRANO CANADESE IN ITALIA,SEQUESTRATO

Sequestrato il grano canadese che da anni arriva in italia per eliminare l’agricoltura italiota (vedi post precedente) perchè impestato di erbicida Glifosate tanto amato dai contadini (anche nostrani).

Grazie al CETA ,il trattato transatlantico in discussione in parlamento , il sequestro del grano (e di ogni altro prodotto agricolo e alimentare ) non serebbe possibile, pena l’acquisto del prodotto avvelenato da parte dello stato e la sua successiva eliminazione dal commercio .

Un centinaia di tonnellate sono comunque arrivate a destinazione a mulini , pastifici, fornai.

Buon appetito!

 

La “Guerra del grano” (ma non solo) Pugliese

Anche quest’anno in piena mietitura del grano si sono presentate le solite navi-cisterna cariche di grano Canadese nei porti Pugliesi.

In dettaglio, la nave “CMB Partner” ,salpata un mese fa da Vancouver , è arrivata alcuni giorni fa al porto di Bari con un carico di 60.000 Ton di grano “al glifosate”(*) ultra concentrato di glutine (contiene oltre il 40% di  proteine) misto alla “polvere bianca”(insetticida) che lo protegge dagli attacchi di roditori, acari e altri insetti durante il lungo e caldo viaggio oceanico. Non si può dire che sia anche OGM perchè nessuno richiede questo tipo di analisi.

La puntualità di questo appuntamento, che fa coincidere la raccolta di grano, mandorle , olive ecc….  con navi cariche dei relativi prodotti è la chiave per capire le ragioni del perchè il mercato in regime di libero scambio sia così tanto ambito dai globalizzatori neo-liberali .

In fase di raccolta dei vari prodotti agricoli ,in questo caso durante la mietitura del grano, in base alle quantità e qualità dei semi si stabilisce il Prezzo al quintale, per poi essere venduto agli avvoltoi terzisti che lo rivendono a loro volta ai mulini, pastifici, panifici eccetera.

In questo momento delicato si decide la sorte delle piccole e medie imprese agricole nostrane in quanto se il guadagno finale non fa recuperare le spese, il produttore locale fallisce.

Ed è in questo momento che il suddetto avvoltoio, che fa da tramite tra produttore ed il manipolatore  , si avvicina al produttore e lo ricatta col grano estero giacente nei porti locali :”se non abbassi il prezzo compro quello estero”.

E’ questa la ragione per cui ,grazie anche alla deregolamentazione dell’etichettatura desiderata dalle multinazionali e realizzata dalle istituzioni europee, tante imprese agricole ,ogni anno , chiudono e i terreni abbandonati.

Quelle che sopravvivono si adattano al mercato adottando, semi sempre più carichi di glutine (perchè richiesto dai pastifici e panificatori)  e tecniche desertificanti come l’ uso di glifosate.

Grazie all’approvazione del CETA (accordo che deregolamenta ulteriormente il commercio tra Canada e UE ) da parte dell’europa e consiglio dei ministri italioti ,ma che deve ancora passare dal parlamento, arriveranno ufficialmente anche i semi OGM.

Nel frattempo le associazioni e confederazioni agricole pugliesi hanno ben pensato di aspettare l’arrivo della nave contenente grano canadese fuori dal porto per seguire i vari TIR-silos carichi di grano che uscendo dal porto si dirigono a destinazione (pastifici,mulini vari) per poi sputtanarli, visto che l’europa non protegge il consumatore tramite l’etichittatura lo faranno loro comunicando i pastifici italiani che utilizzano grano “estero”.

Il prossimo appuntamento con le navi ammazza-agricoltura sarà per agosto, con un carico di mandorle Californiane. Poi a fine Novembre con le olive Tunisine che magicamente si trasformeranno in Olio 100% Italiano.

 

(*) Il ben noto erbicida “Glifosate” della monsanto è utilizzato dagli agricoltori Canadesi (ma anche Italiani) prima della semina per evitare la fuoriuscita di erbacce, viene assorbito dal grano (riscontrabile solo da analisi appropriate). Da quando la Monsanto nel 2016 è diventata tedesca ,ciò che la IARC aveva classificato  “probabile cancerogeno”  lECHA ( l’agenzia europea per le sostanze chimiche) lo ha dichiarato un “toccasana” per la salute umana.

 

 

 

 

E’ FEBBRAIO E LA NATURA SI RISVEGLIA

Dopo l’incredibile gelata di quest’anno in cui le temperature sono arrivate a -10°C , che ha fatto seccare le piante orticole, limoni , piante grasse  , e piante tropicali (nonostante protette) , oltrecchè fare esplodere contatori e tubi dell’ acquedotto di mezza valle d’Itria , ecco che appaiono le prime giornate di sole (quando non offuscato dalle scie chimiche) che unite all’allungamento delle giornate determina il risveglio della Natura.

Le gemme dei Mandorli ,i primi alberi a frutto a risvegliarsi dal letargo invernale, sono già andati in fiore. Non ho fatto in tempo ad alleggerirli dai rami più vecchi in quanto per non incorrere nel rischio “gelate” ho aspettato 2 giorni di troppo. Potarli ora rischierei di causare infezioni pericolose.

Il periodo della ripresa vegetativa è l’ideale per gli Innesti .

Non è un attività che faccio volentieri in quanto non mi piace l’idea di forzare l’esistenza di piante selvatiche per i nostri egoistici interessi ma se penso che l’alternativa era eliminarle in quanto i Caki hanno formato ormai un boschetto tra gli ulivi , tra i due mali penso che l’innesto sia il minore.

E quindi ho preso delle marze da un albero ,sempre Caki , che produce già a fine luglio più altre marze da un altro albero che produce a fine novembre e le ho innestate (per la prima volta) sui selvatici .

Squdettospacco?spaccocoronecoronecorona