MARZO, MESE DELLA POTATURA DELL’ULIVO, IL VASO POLICONICO

Dopo 4 anni di osservazione delle piante d’ulivo e consultazioni di maestri e corsi fatti in puglia ed altrove in italia sulla potatura , ho trovato e adottato quest’utlimo anno il metodo più vicino alla natura della pianta ai suoi bisogni e, per fortuna, coincidono con i miei.

Devo premettere che l’ Ulivo è un albero che ha del miracoloso, ha uno spirito di sopravvivenza una energia di ripresa e una vitalità tale per cui capisco perchè alcune religioni lo hanno simbolicamente consacrato  . Sembra essere dotato di un Dio suo, che gli permette di rinascere anche quando la malvagità propria dell’uomo lo porta a tagliare il tronco di netto alla base.

E’ una prerogativa dell’essere umano, non riuscendo a trovare nessun elemento in se stesso di sacro, attingere sacralità da esseri viventi presenti in natura che dimostrano di averla (portare vita, arricchendo la natura che lo ospita non è una caratteristica del genere umano,perlomeno della sua stragrande maggioranza ) ,calpestandola. Un pò come quelle usanze tribali per cui mangiando una parte del corpo del nemico ne assumevano le caratteristiche (coraggio,forza ecc).

Tornando alla potatura (altrimenti mi deprimo) la tradizione (o tradi-mento) pugliese porta i “maestri” della potatura a tagli estremi e di una violenza tale che se passassi vicino un campo di ulivi appena potato ti sembra di essere un sopravvissuto ad una esplosione nucleare,in un campo di ulivi.

Essi, dopo il taglio, non produrranno per almeno 3 anni. Dopo 5 o 6 anni si ripete il ciclo.

ulivi scannati 8 ulivi scannati 9

Questo modo di violentare gli Ulivi risale probabilmente a qualche secolo fa quando l’uomo oltre a raccogliere olive gli permetteva di prendere  legna per riscaldarsi, di dargli una forma rispondente solamente ai suoi bisogni, albero basso per la raccolta comoda, branche formate apposta per l’appoggio della scala e oggi grazie alla motosega,gli permette di sfogarsi sadicamente  taglaindo  qualcosa che vive ( tipica soddisfazione della maggior parte degli umani).

Non riuscendo a capacitarmi ad adottare il taglio tradizionale sui miei 150 alberi di Ulivi ho atteso 4 anni … anche se nel frattempo ,vedendo che gli alberi si incespuglivano (essendo ormai abituati al taglio sin dalla crescita) ,  intervenivo nei casi disperati eliminando polloni e rami che si orientavano all’interno , togliendo il secco, e taglaindo succhioni alla base ,meno uno. Dando così la possibilità alla luce e all’aria di entrare nel suo interno.

Come dicevo lo scorso anno mi è capitato di incontrare una persona la cui competenza , passione e rispetto (e amore) per gli esseri viventi non poteva che portare ad una tecnica di taglio rispettosa prima di tutto per l’albero, e poi utile anche per l’umano sia per la raccolta ,facilitata in quanto spinta naturalmente verso il basso , sia per le potature future perchè leggere,da fare con le forbici,continuità nella produzione ,alberi meno stressati.

Il maestro prescelto si chiama Giulio Fittipaldi ,cercatelo su internet ne vale il tempo, la tecnica usata è il Vaso Policonico .

Gli Ulivi ringraziano.

E io pure.

p.s.

la potatura verde da me realizzata in questi anni mi ha permesso quest’anno di produrre,anche dagli alberi potati, più di 1 quintale di olio a 0,3 – 0,4 di acidità mentre tutti i miei vicini a conoscenti hanno raccolto solo legna oppure un pò di  olio lampante

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...