IL DIGIUNO SECCO (MA NON SOLO SECCO) TI SALVA LA VITA

Vi posto un filmato di una terapia , o ancora meglio un abitudine alimentare , che ci permette ,dopo aver prestato attenzione alla qualità di produzione del cibo , di abituare il nostro corpo ,le nostre cellule , a porsi in posizione di difesa contro i numerosi attacchi che subiamo quotidianamente a causa dell’inquinamento del nostro habitat, allontanando malattie e patologie innumerevoli.

Il filmato vi parlerà anche di ricerche scientifiche a supporto della efficacia delle diverse Terapie del Digiuno (a secco, umido, con succhi , frazionati, alternati ecc…) , ma la realtà in cui viviamo ci insegna in primis di diffidare anche (e soprattutto) della scienza ,almeno sino a quando rimarrà al soldo dei produttori privati di medicine e macchinari farmaceutici, centri di “guarigioni” privati ,eccetera.. . pertanto l’unico metro di valutazione attendibile che abbiamo è secondo me l’esperienza diretta!

Il documentario è solo un accenno a questa realtà terapeutica ,il libro “Digiuno Secco, gli ultimi sviluppi della digiuno terapia in Russia ” di S. Filonov (medico, figlio di medici) dà invece una visione più specifica e tecnica, per tecnici, approfondendo i meccanismi biologici dando anche indicazioni su come effettuare il digiuno a casa.

Non sto a raccontarvi la mia e di altri esperienza diretta , perchè il punto è che (ve) la dovete fare voi!

“Sapere è salute” ( frase mia)

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UN CARO SALUTO A VITTORIO ARRIGONI,ASSASSINATO DAGLI EBREI SIONISTI ISRAHELLIANI

IGNORARE QUANTO SUCCEDE IN PALESTINA ,DA 50 ANNI AD OGGI, VI RENDE UGUALMENTE REPONSABILI ESATTAMENTE COME LO SONO I SIONISTI EBREI DI ISRAHELL.

L’IGNAVIA .VI RICORDO, E’ UN PECCATO CAPITALE,IGNORANDO E NON PRENDENDO POSIZIONE IN MERITO VI PRTERA’ DRITTO ALL’INFERNO ,INSIEME AI SIONISTI!

 

CHI E’ VERAMENTE ENRICO BUCCI?

DAL “COMITATO PER LA SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE ” (COSATE) PUGLIA

Enrico Bucci, biologo, è presente in tante rappresentazioni emergenziali dove scienza e politica s’incrociano, come quelle che hanno interessato l’Italia negli ultimi anni e che spesso si nutrono di conflitti di interesse. Le sue perizie mai passate per la revisione scientifica sono entrate a gamba tesa in diverse questioni scientifiche alterandone la reale portata.

Si va dalla “tesi di dottorato copiata” della ex ministra Madia, per la quale Bucci ha certificato a IMT che ha copiato e poi la assolve dal reato di plagio, alle perizie sui vaccini; dal glifoste a Xylella. Da IMT è stato pagato con 39.900 €. per la perizia e un corso da tenere alla scuola IMT, una condizione cioè di conflitto di interesse e mancanza di terzietà.

Chi è veramente Enrico Bucci?

L’unico ruolo chiaro è che Bucci risulta essere titolare di una società che vende consulenze scientifiche che non passano per il vaglio della comunità scientifica internazionale. Caso forse unico al mondo di un esperto di tutto e di nulla, che potrebbe essere molto pericoloso per la scienza.

Come se fossimo in un tribunale invece che nell’ambito del progresso scientifico. Dove le controversie si risolvono a volte in decenni e dopo che tanti gruppi di ricerca a livello internazionale hanno studiato lo stesso problema replicato anche attraverso pubblicazioni scientifiche.

In definitiva, Bucci sta forzando il metodo scientifico facendo passare l’idea che una qualsiasi controversia scientifica si possa ridurre al parere di un semplice perito privo di reali competenze.

PASTA E GRANO ITALIANI CONTAMINATI DA GLIFOSATE

A seguito della denuncia riportata da un servizo di Report Rai di alcuni anni fa ,in cui si dimostrava la presenza del noto erbicida Glifosate della Bayer-Monsanto nei lavorati di grano duro italiani (paste,pane, dolc) , la Casillo Group , che rifornisce i maggiori produttori di pasta italiani (Granoro, Divella, …ecc) ha sottoscritto un accordo con associazioni di categorie agricole in cui si propone di comprare solo grano italiano anzicchè quello estero ,come ha fatto sino ad ora (provocando una competizione di prezzi tra grano estero e quello meridionale italiano, che ha quasi distrutto la nostra produzione arrivando a pagarlo ai contadini anche 12centesimi di €, introducendo durante i periodi di mietitura, decine di navi mercantili con grano proveniente dall’estero)

I produttori di grano Italiani,nel frattempo, associatisi in “Granosalus” , hanno però cominciato ad eseguire analisi chimiche delle varie paste italiane e pubblicarne i risultati. Le paste coinvolte nell’analisi stanno quì.

Il danno causato dalla sensibilizzazione del’opinione pubblica solo grazie ad internet e ai siti “complottisti” , e solo di recente in qualche testata sovvenzionata dai contribuenti, hanno portato un drastico crollo delle vendite di paste, tale per cui la Casillo Group ha firmato l’accordo in testa al’articolo  a Maggio 2018.

Con la coerenza che contraddistingue il Gruppo Casillo ,ecco che se con una mano firmava l’accordo per il grano italiano con l’altra ha fatto entrare in Italia 1000ia di Tonnellate ,sempre durante la mietitura, proveniente da Francia, Ucraina, Australia, Moldavia ecc..

Seguite l’ottimo lavoro che fa l’associazione “Granosalus” e le loro illuminanti analisi . Anche la birra è coinvolta

P.S. nota bene che Granosaus ha analizzato solo il Glifosate, ma non dicono che per trasportare l grano in mare esso viene trattato con enormi quantità di acaricidi e/o altri insetticidi.

 

ALLA FACCIA DI MARTINA

E’ ormai noto che quell’idiota di martina , un attimo (anzi un atto) prima di lasciare la Poltrona ,ha emanato un decreto ministeriale ,superato poi da una disposizione dell’osservatorio regionale fitosanitario che ne ha ridotto gli effetti, subito battezzato “Decreto dei Veleni” ,in cui si obbligava mezza Puglia ad 1) arare tutti i terreni entro il 30 aprile, 2) irrorare fitofarmaci praticamente quasi tutto la metà della puglia compresa da Alberobello a S.Maria di Leuca.

La ragione di queste disposizioni sta nel contenimento della infezione di “Xylella fastidiosa” presunta ma non scientificamente provata,responsabile del Disseccamento Rapido dell’Olivo, malattia dovuta ad una serie di cause (funghi, rodilegno,ecc..) che colpiscono solo gli alberi indeboliti dalla STERILITA’ DEL TERRENO ,dovuta a sua volta alle pratiche agronomiche promosse dalle assaciazioni di categorie (CIA, Coldiretti, Confagri ecc..) a base di arature, erbicidi, pesticidi, e concimi sintetici. Pratiche osservate ,per fortuna, solo nel basso Salento, luogo di un latifondismo mai scomparso, dove in effetti si trovano gli alberi colpiti da CODIRO .E non altrove. E disseccano solo se abbandonati oppure se “capitozzati” in piena estate come da disposizione regionale del 2015, quando migliaia di alberi sono disseccati perchè potati drasticamente in Estate.

Chi volesse approfondire la questione può leggersi il documento che scienziati ,non corrotti, hanno consegnato,in mano, ai tecnici spediti dalla UE a Brindisi , per capirci qualcosa (dopo 5 anni!!!) legga qui

Chi volesse poi vedere con i propri occhi gli alberi affetti da Xylella (non da CODIRO) in piena area focolaio, in piena produttività , guardi  qui.

Fatta questa introduzione, dovuta, torno all’oggetto del Post : “Alla faccia di martina (l’ebete)”

Come diceva qualcuno, “Quando la legge diventa ingiusta disobbedirla è un dovere” , ed è proprio il mio caso perchè, come si vedrà dalle foto , non solo non irroro un grammo di insetticida, non solo aro assolutamente la terra , ma neanche la sfalcio.

Se la causa accertata dalle malattie è l’impoverimento del terreno ,figuriamoci se lo privo di sostanza organica .

Da notare che nel basso Salento essa è inferiore allo 0,8% ,meno che nel deserto del Sahara che è 1%.

Questo è il confronto del mio terreno con quello del vicino.

 

La pratica dell’aratura fatta al momento giusto, cioè dopo la ricrescita delle piante spontanee, non è proprio totalmente negativa in quanto così avviene l’interramento delle sostanze organiche ma d’altro canto si ammazzano parte dei microrganismi anaerobici utili alla degradazione e conversione in alimento del secco per le radici.

In questo momento si può notare le strategie che inventa la Natura per sopravvivere ed espandersi.

Qui si vede il mio trifoglio (leguminosa che arricchisce il terreno) di 8° generazione , cioè seminato per la prima ed unica volta 8 anni fa e poi ricresciuto ogni anno più alto ( da 20cm circa del primo anno oggi arriva a più di un metro e venti), che per espandersi alla fine del ciclo vitale si “alletta”, formando degli schiacciamenti come se qualcuno ci si fosse coricato sopra.

In questo modo avanza in ogni direzione della sua altezza, oltre naturalmente ai semi trasportati dal vento e dagli animali che gli mangiano e gli scagazzano in giro.

Fanculo a martina e alle associazioni di categorie io vado per la mia strada,

e per fortuna non sono il solo.

La maggior parte dei contadini locali hanno capito chiaramente che Xylella vuol dire business e non un è patogeno, pertanto  continuano le pratiche tradizionali senza seguire la disposizione dei pesticidi ,anche perchè fortunatamente l’irrorazione COSTA!!